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Email di carrello abbandonato: best practice ed esempi

Email di carrello abbandonato: best practice ed esempi

Un’email di carrello abbandonato è un messaggio inviato agli utenti che aggiungono prodotti al carrello ma lasciano il sito prima di completare l’acquisto. Serve a ricordare ai potenziali clienti gli articoli che hanno mostrato di voler acquistare e a rafforzare la relazione attraverso una comunicazione tempestiva e personalizzata.

Le email di recupero del carrello funzionano rilevando quando un utente esce dal sito senza completare il checkout e attivano automaticamente una sequenza di follow-up per incoraggiarlo a concludere l’ordine. Il contenuto di questo tipo di email di marketing per l’ecommerce include immagini dei prodotti, dettagli sui prezzi e call to action chiare che semplificano il ritorno al checkout.

I motivi principali dell’abbandono del carrello includono costi di spedizione elevati, attriti nel checkout e pagine lente a caricarsi. Analizzare il comportamento degli utenti ti permette di capire cosa spinge all’abbandono e creare messaggi di recupero più pertinenti e persuasivi.

Puoi aumentare il tasso di recupero dei carrelli abbandonati seguendo alcune best practice per le email di carrello abbandonato, come sfruttare la personalizzazione, scrivere oggetti efficaci, offrire incentivi strategici e integrare riprova sociale o un senso di urgenza.

La buona notizia? Non ti servono competenze tecniche avanzate per configurare tutto questo. Le moderne piattaforme ecommerce e gli strumenti di automazione email ti permettono di attivare un flusso di recupero in pochi click.

Da qui puoi monitorare le principali metriche di performance, come il tasso di apertura, il click-through rate (CTR) e il tasso di conversione delle email di carrello abbandonato. Eseguire regolarmente test A/B ti fornisce i dati necessari per perfezionare e ottimizzare continuamente la tua strategia.

Cos’è un’email di carrello abbandonato?

Un’email di carrello abbandonato è un follow-up automatico inviato agli utenti che lasciano il tuo sito senza completare l’acquisto dopo aver aggiunto prodotti al carrello. Questo tipo di campagna di email marketing è uno strumento di recupero delle vendite: invita i clienti a tornare sul sito e concludere l’ordine. Spesso include immagini dei prodotti, call to action (CTA) chiare e incentivi per motivare gli utenti a finalizzare l’acquisto.

Anche se è simile a un’email di checkout abbandonato, che si rivolge agli utenti che iniziano il processo di pagamento ma non lo completano, un’email di carrello abbandonato intercetta i potenziali clienti in una fase precedente del percorso d’acquisto.

Puoi riattivare gli utenti indecisi e spingerli a completare l’ordine ricordando loro gli articoli lasciati nel carrello. Secondo i dati di Flowmium, il 3,33% dei clienti finalizza l’acquisto dopo aver fatto click su un’email di carrello abbandonato.

Motivi comuni dell’abbandono del carrello

Secondo le statistiche del Baymard Institute sull’abbandono del carrello, questi sono i motivi più comuni per cui gli utenti non completano l’acquisto:

  • Costi di spedizione elevati. Le spese impreviste al checkout sono tra le cause più frequenti di abbandono. Quando il totale finale supera le aspettative, molti utenti preferiscono uscire dal sito invece di concludere l’ordine.
  • Attriti nel checkout. Processi di pagamento complessi, con troppi passaggi, campi da compilare o obbligo di creare un account, scoraggiano l’acquisto. Semplificare il checkout e offrire l’opzione di acquisto come ospite elimina questa barriera e migliora le conversioni.
  • Opzioni di pagamento limitate. Se non supporti i metodi di pagamento preferiti dai tuoi clienti, è probabile che si rivolgano a un fornitore più flessibile. Offrire più soluzioni di pagamento sicure ti aiuta ad adattarti alle diverse abitudini di acquisto online.
  • Prestazioni lente del sito. Tempi di caricamento lunghi o problemi tecnici durante il checkout possono frustrare gli utenti e tradursi in vendite perse. Un’esperienza veloce e ottimizzata per dispositivi mobili è fondamentale per ridurre il tasso di abbandono del carrello.

Qual è la differenza tra email di carrello abbandonato ed email di checkout abbandonato?

La differenza principale tra un’email di carrello abbandonato e un’email di checkout abbandonato riguarda la fase in cui l’utente interrompe il percorso di acquisto.

Un’email di carrello abbandonato viene attivata quando un cliente aggiunge prodotti al carrello ma lascia il sito prima di iniziare il checkout: mostra interesse, ma non ha ancora preso un impegno concreto.

Un’email di checkout abbandonato viene invece inviata quando un cliente inizia a inserire i dati di pagamento ma abbandona il processo prima di completare l’ordine, segnalando un’intenzione d’acquisto più forte.

Entrambe rientrano nelle strategie di recupero del carrello abbandonato, ma si rivolgono a comportamenti diversi degli utenti.

Componenti chiave di un flusso efficace di recupero del carrello

Un flusso di recupero efficace si basa su tre elementi fondamentali: tempistica, frequenza e segmentazione. Insieme, questi fattori fanno sì che la tua sequenza di email di carrello abbandonato sia puntuale, pertinente e persuasiva, aumentando le probabilità di recuperare vendite perse.

Componente Descrizione Buone pratiche
TempisticaSi riferisce al momento in cui invii la prima email del flusso di recupero.– Invia il primo messaggio 1-2 ore dopo l’abbandono, quando l’interesse è ancora alto
– Invia un promemoria 24 ore dopo se l’utente non è tornato
FrequenzaIndica quante email includi nel flusso di recupero.Usa una sequenza di tre email:
– Promemoria iniziale
– Follow-up con riprova sociale o senso di urgenza
– Messaggio finale con un incentivo, se opportuno
SegmentazionePrevede l’invio di email mirate in base al comportamento dell’utente, al valore del carrello o alla cronologia degli acquisti.Segmenta gli utenti in base al valore del carrello, allo stato (nuovi o di ritorno) o al tipo di prodotto per personalizzare i messaggi e aumentare il coinvolgimento.

Valuta di automatizzare le tue campagne email per assicurarti che ogni messaggio venga inviato al momento giusto, rendendo il processo di recupero più efficiente e coerente.

Best practice per una campagna di email di carrello abbandonato

Le best practice più efficaci per una campagna email di carrello abbandonato combinano personalizzazione, design accattivante e copy persuasivo per riattivare gli utenti. Qui trovi le strategie che distinguono un semplice promemoria da un flusso di recupero davvero efficace.

1. Personalizza in base al contenuto del carrello e al comportamento

Le email di carrello abbandonato personalizzate risultano più pertinenti e coinvolgenti. Non limitarti a inserire il nome del destinatario: usa la personalizzazione ecommerce per adattare ogni elemento dell’email ai suoi interessi e alle sue abitudini di navigazione.

Ecco quattro elementi che puoi personalizzare nei messaggi di recupero del carrello:

  • Dettagli del prodotto. Includi immagini dei prodotti, nomi e persino opzioni di colore o taglia per aiutare l’utente a ricordare cosa ha lasciato nel carrello.
  • Prezzi. Mostra eventuali sconti attuali o ribassi applicati dopo l’ultima visualizzazione dell’articolo.
  • Incentivi. Adatta le offerte promozionali in base al comportamento degli utenti. Per esempio, i clienti abituali possono apprezzare un promemoria sui punti fedeltà, mentre i nuovi visitatori potrebbero reagire meglio a uno sconto sul primo acquisto.
  • Raccomandazioni. Aggiungi sezioni come “Potrebbe piacerti anche” o “Completa il tuo look” per proporre prodotti complementari in ottica di cross-selling.

Questo tipo di contenuto, centrato sui prodotti visualizzati, aumenta il coinvolgimento e rafforza la connessione emotiva che l’utente aveva già sviluppato con l’articolo.

2. Crea oggetti e CTA efficaci

L’oggetto dell’email di carrello abbandonato determina se il destinatario aprirà il messaggio, perché è la prima cosa che vede nella casella di posta. Punta su chiarezza e coinvolgimento emotivo. Un oggetto efficace può suscitare curiosità, trasmettere urgenza o mettere in evidenza un vantaggio concreto, restando coerente con la voce del tuo brand.

Ecco alcuni esempi di oggetti per email di carrello abbandonato:

  • Hai dimenticato qualcosa – e ti sta ancora aspettando 🛒
  • Ci stai ancora pensando? Ecco un piccolo aiuto.
  • Sbrigati! Il tuo carrello scade a breve!
  • I tuoi preferiti stanno per esaurirsi!

Dopo aver ottenuto l’apertura, è il momento di guidare la conversione con una call to action (CTA) chiara. Il passo successivo deve essere immediato e inequivocabile. Usa formule orientate all’azione come “Torna al carrello”, “Completa il checkout in sicurezza”, “Riscatta il mio sconto” o “Completa il mio ordine”.

3. Offri sconti o spedizione gratuita

Incentivi come un codice sconto per il recupero del carrello o la spedizione gratuita possono convincere gli utenti indecisi a completare l’ordine. Offrono una spinta in più verso il checkout senza risultare aggressivi.

Detto questo, fare troppo affidamento sugli sconti può compromettere i risultati nel lungo periodo. Un uso eccessivo può portare alcuni utenti ad abbandonare volontariamente il carrello in attesa di un’offerta nella loro casella di posta.

Un codice sconto in una campagna di recupero può anche abbassare il valore percepito del tuo brand, soprattutto se i clienti iniziano ad associare i tuoi prodotti a promozioni costanti. Inoltre, rischi di attirare utenti interessati solo all’offerta, meno inclini a diventare clienti fedeli.

Se vuoi applicare questa strategia evitando questi rischi, inizia con un promemoria discreto che metta in evidenza gli articoli lasciati nel carrello. Introduci l’incentivo solo nel messaggio successivo del flusso.

Esegui test A/B su diversi tipi di incentivi per capire quali funzionano meglio con il tuo pubblico. Per esempio, proponi due offerte diverse a un segmento specifico in un determinato periodo e verifica quale genera più conversioni.

Premiare la fedeltà è spesso più efficace rispetto a proporre sconti generalizzati. Puoi offrire vantaggi esclusivi ai clienti di ritorno, come promozioni riservate o punti bonus. In questo modo mantieni alto il valore percepito del brand e costruisci relazioni durature.

4. Integra riprova sociale e urgenza

La riprova sociale dimostra che altri utenti si fidano del tuo brand, mentre l’urgenza fornisce un motivo concreto per agire subito. Insieme, questi elementi combinano rassicurazione e motivazione.

La riprova sociale funziona perché le persone tendono a basarsi sulle esperienze degli altri per confermare le proprie decisioni. Nell’email marketing, puoi applicarla mostrando che altri clienti hanno già acquistato e apprezzato il prodotto lasciato nel carrello.

Ecco come utilizzare la riprova sociale nelle email di carrello abbandonato:

  • Recensioni e valutazioni. Metti in evidenza recensioni autentiche e valutazioni in stelle per rafforzare la fiducia.
  • Contenuti generati dagli utenti. Inserisci foto reali o brevi citazioni di clienti soddisfatti per rendere il prodotto più concreto e credibile.
  • Segnali di credibilità. Evidenzia endorsement di influencer, menzioni sui media o badge come “Best Seller” o “Trending Now” per confermare la qualità dell’articolo.

Dopo aver rafforzato la fiducia, l’aggiunta di un elemento di urgenza può spingere all’azione. Segnali di scarsità e offerte a tempo limitato sono tattiche comuni nell’ecommerce per accelerare la decisione di acquisto.

Puoi creare urgenza nelle email di carrello abbandonato utilizzando:

  • Timer per il conto alla rovescia. Mostrano quanto tempo resta prima che scada lo sconto o termini la disponibilità (“Il tuo 10% di sconto scade tra 2 ore!”).
  • Avvisi di disponibilità limitata. Frasi come “Solo 3 pezzi disponibili” o “Sta andando a ruba” evidenziano la scarsità del prodotto.
  • Incentivi a tempo. Ad esempio: “Ordina entro mezzanotte per la spedizione gratuita” o “Riserva il tuo carrello prima che non sia più disponibile”.

Esempi di email di carrello abbandonato

Abbiamo selezionato questi esempi di campagne di email di carrello abbandonato in base al modo in cui rispecchiano le best practice dell’email marketing. Ognuno mette in evidenza un approccio diverso che puoi adattare al tuo brand e al tuo pubblico.

1. B&Q

L’email di recupero del carrello abbandonato di B&Q si concentra sul risultato positivo che i clienti possono ottenere completando l’acquisto. Il testo dell’email, con la frase “Sembra che stessi per rendere il tuo spazio ancora migliore”, fa leva su una motivazione emotiva più forte rispetto al solo prezzo.

La campagna ricorda subito al cliente il prodotto di suo interesse, mostrando l’immagine e i dettagli specifici dell’articolo. Inoltre, riduce i possibili attriti indicando chiaramente che il prodotto è “Disponibile per la consegna a domicilio”, affrontando eventuali dubbi logistici che potrebbero aver portato all’abbandono.

2. Roaman’s

La campagna di Roaman’s combina in modo efficace urgenza e sconto per stimolare un’azione rapida. L’uso di immagini stagionali a tema Halloween, come una zucca con il quadrante di un orologio, cattura immediatamente l’attenzione e rafforza il senso di urgenza.

Definendo un limite di tempo chiaro e rafforzandolo con elementi visivi e copy coerente, Roaman’s crea una sottile sensazione di perdere un’opportunità. Questa combinazione strategica di design e messaggio nelle email di carrello abbandonato spinge gli utenti indecisi a completare l’acquisto prima della scadenza dell’offerta.

3. Sam Edelman

Puntando su scarsità e urgenza, Sam Edelman adotta un approccio leggermente diverso per incoraggiare i clienti a completare l’ordine. Invece di affidarsi solo a elementi visivi tematici, il brand mette in evidenza gli articoli esatti rimasti nel carrello. L’email include anche altre categorie di prodotto da esplorare, invitando gli utenti a scoprire nuove opzioni oltre alle selezioni iniziali.

Abbinata a un messaggio chiaro sulla disponibilità limitata e a un pulsante CTA ben visibile con la dicitura “SHOP NOW”, questa email trova un equilibrio efficace tra persuasione e personalizzazione.

4. Table Covers Now

Table Covers Now crea un legame con un tono personalizzato e leggero per riattivare i clienti che hanno lasciato un articolo nel carrello.

Invece di fare pressione con avvisi di scorte limitate o vendite lampo, l’email adotta un approccio giocoso e non giudicante nel copy. Questo stile conversazionale umanizza il brand, facendo percepire il messaggio come un promemoria amichevole da parte di un interlocutore comprensivo.

Inoltre, per ridurre le esitazioni e superare eventuali attriti successivi all’abbandono, l’email sfrutta la riprova sociale mostrando immagini delle cover utilizzate da altre aziende.

Si conclude con una CTA “GO BACK TO CART” in grassetto, evidenziata in rosso per attirare l’attenzione e guidare l’utente verso il completamento dell’acquisto.

Quali sono i migliori strumenti per configurare le email di carrello abbandonato?

Molti dei principali website builder per ecommerce includono funzionalità di email marketing integrate, così puoi gestire tutte le attività di vendita all’interno della stessa piattaforma.

Per esempio, se crei un negozio online con il website builder di Hostinger, puoi integrare Hostinger Reach nel tuo sito ecommerce.

Da lì puoi sincronizzare la lista email raccolta tramite il sito, creare facilmente modelli per le campagne con l’aiuto dell’IA e automatizzare gli orari di invio. Anche gli utenti WordPress possono integrare Hostinger Reach installando il plugin dal repository ufficiale.

Se utilizzi un altro builder ecommerce, puoi affidarti a uno strumento di email marketing per configurare le email di recupero del carrello abbandonato per il tuo negozio. La maggior parte delle soluzioni moderne offre integrazioni fluide, direttamente nella piattaforma oppure tramite un’interfaccia di programmazione delle applicazioni (API).

Strumenti pensati per l’ecommerce come Omnisend e Klaviyo offrono funzionalità avanzate di automazione, segmentazione e reportistica, progettate per aumentare il tasso di recupero.

Tuttavia, queste piattaforme hanno spesso costi più elevati, quindi sono più adatte a negozi online in crescita o già consolidati, pronti a investire in flussi di marketing più strutturati.

Come misurare il successo delle campagne di recupero del carrello abbandonato

Per valutare l’efficacia del tuo flusso di recupero, monitora le metriche chiave delle performance email che ti aiutano a individuare opportunità di ottimizzazione.

Questi dati ti permettono di capire quali parti della campagna funzionano e quali richiedono miglioramenti. Per esempio, analizzare il tasso di apertura e il click-through rate (CTR) ti mostra quanto siano efficaci l’oggetto dell’email e le CTA. Monitorare invece il tasso di conversione delle email di carrello abbandonato ti aiuta a capire quanti destinatari completano effettivamente l’acquisto.

Le principali metriche da monitorare includono:

  • Tasso di conversione delle email di carrello abbandonato. Misura la percentuale di utenti che completano l’acquisto dopo aver aperto l’email. Il valore medio è intorno al 3%. Se il tuo è più basso, prova a ottimizzare le CTA o a testare nuovi incentivi.
  • Tasso di apertura e click-through rate (CTR). Oggetto e CTA influenzano direttamente il livello di interazione. In media, le email di carrello abbandonato registrano un tasso di apertura del 50,5% e un CTR del 6,25%, superando le promozioni standard. Sperimenta con copy e design tramite A/B testing per capire cosa funziona meglio.
  • Ricavi recuperati. Monitora quanti ricavi la campagna riesce a recuperare rispetto al valore totale dei carrelli abbandonati.
  • Tasso di disiscrizione. Tieni sotto controllo disiscrizioni e segnalazioni per assicurarti che i follow-up non siano troppo frequenti. Usa la segmentazione per adattare frequenza e tono ai diversi comportamenti di acquisto.

Puoi migliorare queste metriche eseguendo test A/B continui su oggetti, tempistiche e incentivi. Abbina questo approccio alla segmentazione del pubblico e sperimenta con tono, copy, elementi visivi e CTA, ottimizzando ogni elemento in base ai risultati ottenuti.

Quali sono le altre best practice di email marketing?

Se utilizzato correttamente, l’email marketing resta uno dei canali di digital marketing più efficaci, perché ti permette di avere il pieno controllo della tua lista di contatti e di comunicare direttamente con il tuo pubblico. Il recupero del carrello abbandonato è solo una parte di una strategia di email marketing completa per ecommerce.

Sperimenta diversi tipi di campagne, come sequenze di benvenuto, follow-up post-acquisto, campagne di riattivazione o newsletter orientate alla fidelizzazione. Ogni punto di contatto rafforza la fiducia e mantiene il tuo brand presente lungo tutto il percorso del cliente.

Seguendo queste best practice di email marketing, puoi massimizzare l’impatto di ogni email che invii:

  • Usa un nome mittente riconoscibile e un indirizzo di risposta chiaro. Il destinatario deve capire subito chi sta scrivendo. Questo aumenta la fiducia e migliora il coinvolgimento rispetto a nomi generici o poco familiari.
  • Evita parole spam nell’oggetto e scrivi un testo di anteprima chiaro. Termini come “gratis”, “offerta a tempo limitato” o un linguaggio troppo aggressivo possono attivare i filtri antispam o scoraggiare l’apertura. Usa invece un linguaggio pertinente e un’anteprima concisa che anticipi il valore del messaggio.
  • Segmenta la lista e invia email attivate dal comportamento. Personalizza i messaggi in base alle azioni degli iscritti (nuovi o di ritorno, comportamento di acquisto). Le email automatizzate, come i promemoria di carrello abbandonato o i follow-up comportamentali, ottengono risultati migliori rispetto agli invii generici.
  • Assicurati che i template siano ottimizzati per dispositivi mobili e focalizzati su una sola CTA. Un design responsive, un pulsante facilmente cliccabile e una call to action ben visibile guidano l’utente verso l’azione desiderata.
  • Esegui test A/B e monitora le campagne per un miglioramento continuo. Definisci obiettivi chiari per la tua serie di email e testa oggetti, orari di invio, layout e contenuti per capire cosa funziona meglio. Usa i dati raccolti per ottimizzare le campagne successive.

Se non hai mai implementato una strategia di email marketing, puoi iniziare in modo graduale, testando uno o due tipi di campagne e osservando cosa funziona meglio con il tuo pubblico. Con il tempo potrai ampliare gli obiettivi, automatizzare i flussi e perfezionare i contenuti sulla base dei dati reali raccolti.

Tutti i contenuti dei tutorial presenti su questo sito web sono soggetti ai rigorosi standard editoriali e ai valori di Hostinger.

Author
L'autore

Faradilla Ayunindya

Faradilla, conosciuta anche come Ninda, è Content Marketing Specialist in Hostinger, con oltre 5 anni di esperienza nel settore e un background di 10 anni come linguista. Si dedica a rendere la tecnologia più accessibile, adattando guide complesse in tutorial chiari e facili da seguire. Nel tempo libero, quando non è impegnata a seguire le ultime tendenze del mondo tech e del digital marketing, ama approfondire temi legati alle scienze della vita o guardare video divertenti di animali. Puoi connetterti con lei su LinkedIn.

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